Dal Match all'Allenamento: Come Costruire il Carico Ottimale per Calciatori con Profili Diversi
- Enrico Mordillo
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

L'interrogativo dello staff tecnico "CI SIAMO ALLENATI ABBASTANZA?"
Uno dei più grandi interrogativi che uno staff si pone quotidianamente in fase di programmazione è: “Ci siamo allenati a sufficienza nel corso della settimana?”. E di conseguenza: “I giocatori si sono preparati in maniera adeguata rispetto a quello che la partita richiederà dal punto di vista fisico?”.
Negli ultimi anni i programmi di training hanno spostato il loro focus sempre più sul modello prestativo, ovvero l’insieme delle “richieste fisiche” del calciatore durante un match di calcio. Al suo interno possiamo inserire ad esempio tutte quelle attività specifiche della nostra disciplina come i cambi di direzione, le accelerazioni/decelerazioni o le corse in sprint...
L’evoluzione della tecnologia ha permesso di quantificare in maniera oggettiva i valori del carico esterno grazie all’utilizzo della strumentazione GPS. Questi dispositivi hanno raggiunto frequenze di campionamento elevate garantendo di fatto un’importante precisione dei dati raccolti in gara o in allenamento.
Attenzione se vuoi scaricare la Dashboard di PowerBi di analisi del microciclo settimanale individuale scorri il post e troverai il link in fondo alla pagina
I parametri del carico esterno: come orientarsi tra i dati
Come accennato sono davvero tanti i dati che i GPS possono fornire, per comodità vanno selezionati e divisi in categorie per valutare al meglio ogni aspetto del carico esterno.
Livello Neuromuscolare: Grazie al numero di cambi di direzione, accelerazioni e decelerazioni possiamo quantificare quello che è stato effettuato a livello neuromuscolare da un atleta.
Volume di Lavoro: Ci sono i valori del volume di lavoro come la distanza totale o distanza relativa.
Intensità e Potenza: L'intensità è da verificare grazie alla potenza metabolica e alla distanza equivalente.
Un’analisi molto frequente prevede di registrare anche i “numeri” delle distanze percorse, classificate in base a soglie di velocità e potenza; in alternativa si può anche adoperare il tempo trascorso nelle diverse zone.
Il limite delle soglie di velocità
È importante comunque sapere quale parametro può fornire informazioni efficaci in un determinato contesto.
Ad esempio, se stiamo svolgendo un’esercitazione con palla come un possesso in campo stretto, probabilmente i parametri legati alla velocità sottostimeranno il lavoro effettivamente eseguito dai giocatori. In spazi ridotti, infatti, l'atleta non ha il tempo e lo spazio lineare per toccare alte velocità cinematiche, ma subisce un carico meccanico e neuromuscolare massiccio dovuto a continui arresti, ripartenze e contrasti.
Il dilemma della gara: quante volte replicare il carico del match?
La difficoltà più complessa che uno staff è chiamato a superare è capire quanto occorra replicare determinati parametri rispetto alla gara affinché i giocatori siano pronti a soddisfare le richieste della partita.
Nella pratica comune della metodologia d'allenamento, si ritiene che nel corso della settimana si debba riprodurre complessivamente un carico di lavoro compreso tra le 2.5 e le 3 volte rispetto a quello registrato in gara. Tuttavia, analizzando i dati sul campo, emerge chiaramente come non sia affatto semplice ottenere questo indice di replica in egual misura per tutti i parametri della prestazione.
I parametri più semplici: La distanza totale (TD) è sicuramente il valore più semplice da soddisfare insieme a quelli legati agli obiettivi neuromuscolari, nello specifico il tempo passato in accelerazione e decelerazione.
I parametri più critici: Le alte velocità (20−25 km/h) e le altissime velocità (>25 km/h - Sprint) risultano, al contrario, i dati più difficili da replicare all'interno del microciclo.
Perché non riusciamo a replicare l'alta velocità?
Sono molteplici i fattori che causano questo fenomeno. Il primo è di natura prettamente tattica ed esercitativa: l’uso smisurato di Small Sided Games (SSG) o comunque di esercitazioni in spazi troppo stretti. Sebbene gli spazi ridotti siano eccellenti per accumulare accelerazioni, decelerazioni e cambi di direzione, non aiutano il giocatore ad avere la profondità lineare necessaria per raggiungere determinate velocità di punta. In questo caso, diventa fondamentale l'intervento del preparatore atletico, che deve integrare e compensare il lavoro specifico con proposte a secco (senza palla).
Conclusioni: Il lavoro di staff oltre la tecnologia
In conclusione, possiamo affermare come il lavoro di staff sia decisivo in fase di strutturazione della sessione. L’uso della strumentazione GPS può essere un valido supporto se adoperato adeguatamente per verificare in maniera oggettiva determinati aspetti della performance dei giocatori, al fine di soddisfare in maniera opportuna le richieste dell’incontro a partire dall’allenamento settimanale.
Tuttavia, è importante ribadire come l’andamento del carico nel corso della settimana sia condizionato da tutte le figure componenti dello staff. L’interazione di più figure è decisiva per il risultato finale in tutte quelle attività non solo in campo, come:
La scelta accurata dei mezzi di lavoro.
La strutturazione e l'ottimizzazione degli spazi disponibili.
La gestione strategica del tempo della sessione.
Il dato GPS, quindi, non deve essere un elemento isolato in mano al solo preparatore, ma diventa uno strumento di linguaggio comune per lo staff, utile a calibrare le esercitazioni tecnico-tattiche del mister senza mai perdere di vista l'integrità fisica e l'individualità di ogni singolo calciatore.
Dall'Analisi al Campo: Il Monitoraggio Pratico con la mia Dashboard Power BI

Per evitare che il modello prestativo rimanga solo un concetto teorico scritto sulla carta, nel mio lavoro quotidiano ho sviluppato una dashboard interattiva in Power BI. L'obiettivo di questo strumento non è calcolare fredde medie di squadra, ma mappare visivamente l'indice di replica del match (Match Load Replication Index) per ogni singolo atleta.
L'analisi visiva dei dati raccolti nel microciclo fa emergere con forza tre grandi verità metodologiche che ogni preparatore si trova ad affrontare:
1. Alcuni parametri sono più facili di altri (La selettività delle metriche)
La dashboard conferma immediatamente ciò che abbiamo analizzato a livello scientifico: non tutte le metriche rispondono alle stesse logiche di riproducibilità.
Parametri come la Distanza Totale (TD) o il volume delle Accelerazioni ad alta intensità (D_AccHI) sono estremamente "docili": si accumulano con costanza e facilità attraverso le esercitazioni con palla, i possessi e i classici lavori di squadra.
Al contrario, lo Sprint (SPR) e le altissime velocità (VHSR) sono le metriche più difficili in assoluto da soddisfare. Se il minutaggio in spazi ampi è ridotto, o se la logistica costringe a lavorare in porzioni di campo limitate, questi valori crollano drasticamente, lasciando l'atleta scoperto dal punto di vista neuromuscolare.
2. Il "Carico di Squadra" è un'illusione: esiste solo il Microciclo Personale
Anche quando lo staff pianifica una seduta collettiva identica per tutta la rosa, i dati della dashboard demoliscono l'idea di un carico uniforme. La realtà ci dice che ogni calciatore vive un microciclo profondamente personale.
Lo stimolo che noi somministriamo sul campo — l'insieme del carico tecnico, tattico e fisico — subisce una vera e propria "rifrazione" biologica: lo stesso identico allenamento produce una risposta totalmente differente su ogni individuo.
Il giocatore sotto-esposto: A parità di esercitazioni svolte, un calciatore può terminare la settimana con un valore di Sprint vicino allo zero, rimanendo di fatto decondizionato e privo di quella protezione eccentrica fondamentale per i flessori (il famoso "vaccino" di Gabbett).
Il giocatore in overload: Un compagno di squadra, inserito nello stesso identico contesto tattico, può registrare picchi di Very High-Speed Running pari a 4 volte il suo valore di gara, entrando in una zona di pieno sovraccarico acuto e potenziale rischio infortuni.
Questa dissociazione netta dipende dalle caratteristiche intrinseche dell'atleta: il suo ruolo, le sue riserve biomeccaniche, la sua struttura muscolare e il suo profilo di Forza-Velocità (secondo il framework di Morin e Samozino).
3. Il ruolo del report: un sistema di allarme precoce
In quest'ottica, la dashboard in Power BI cambia pelle: non è più uno strumento puramente descrittivo che ci dice cosa è successo, ma diventa un sistema prescrittivo di allarme precoce (S&C Alert).
Il monitoraggio visivo serve allo staff per capire all'istante, giorno dopo giorno, quale atleta sta scappando verso l'alto (sovraccarico) e chi è rimasto drammaticamente indietro (sotto-allenamento). Questo permette al preparatore di intervenire chirurgicamente con esercitazioni di compensazione individuali a secco, personalizzando il carico prima che insorga l'infortunio o il deficit prestativo.
Se vuoi ricevere il file PowerBi della Dashboard premi Dashboard Training Load vs Match Load






.png)















































Commenti