Sprint Training a secco: un modello universale o un limite per i ruoli?
- Enrico Mordillo
- 17 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 18 apr

L'importanza dello sprint nel calcio non risiede solo nella gestualità della corsa veloce pura, ma nella sua capacità di determinare i momenti decisivi del match. Sebbene i calciatori percorrano la maggior parte della partita a bassa intensità, sono gli sforzi massimali a fare la differenza tra vincere e perdere un duello.
La ricerca dimostra che la maggior parte dei gol nel calcio moderno è preceduta da un'azione ad alta intensità, solitamente uno sprint lineare o un'accelerazione esplosiva. Faude, J., et al. (2012) ha rilevato che l'83% dei gol analizzati era preceduto da almeno un'azione esplosiva (sprint, salto o cambio di direzione) dell'autore del gol o dell'assistman.
Dunque allenare i calciatori allo sprint ha una valenza “multifattoriale” che passa dalla sfera tecnico tattica fino a quella legata alla prevenzione degli infortuni.
Il post di oggi si focalizza sull’allenamento classico a secco dello sprint guardandolo con uno spirito critico. Ma prima di proseguire è importante analizzare alcuni aspetti
Utilizzare lo sprint training come mezzo di "prevenzione" per gli infortuni agli Hamstring
Lo sprint può essere inteso come un vero e proprio "vaccino" per un atleta. Se un calciatore non viene esposto regolarmente a velocità prossime al suo massimale (Vmax) durante il microciclo di allenamento Edouard et al. (2021), il suo sistema neuromuscolare rimarrà impreparato alle sollecitazioni eccentriche estreme richieste dal match. Attraverso l'analisi dei dati GPS, possiamo osservare come il monitoraggio costante della Very High-Speed Running (VHSR) e dei volumi di sprint non sia solo un indicatore di performance, ma una metrica salvavita. Allenare l'alta velocità significa educare il tessuto a gestire carichi meccanici specifici che nessun esercizio analitico può replicare, costruendo quella resilienza necessaria per affrontare i momenti più critici della partita.
Come evidenziato nella revisione di Gualtieri e Beato (2023), lo sprint agisce come un 'vaccino' biomeccanico: l'esposizione regolare a velocità massimali (Vmax≥95%) prepara il bicipite femorale a sollecitazioni eccentriche che nessun esercizio in palestra può replicare, colmando il gap tra forza analitica e richieste reali del match.
Quali mezzi di lavoro posso utilizzare per allenare le alte velocità e sprint ?
Sono tantissimi i mezzi di lavoro che possiamo utilizzare per allenare le alte velocità e sprint, questi si possono differenziare in base alle loro caratteristiche, presenza o meno della palla o alla loro specificità, ad esempio:
Sprint con partenza da fermo o lanciati
Corse contro resistenze elastiche, paracaduti ecc
L'utilizzo delle slitte
Combinazioni offensive & manovre di gioco con conclusioni
Large Sided Games
E' importante ribadire come però non tutti sia adeguati al nostro scopo infatti come accennato nel precedente paragrafo affinché il mezzo di lavoro proposto sia efficace a livello preventivo è conoscendo bene il motore di ogni singolo calciatore, i dati gara in tal senso possono aiutarci anche per capire le evoluzioni nel corso della stagione scongiurando infortuni che possono fermare ai box i nostri calciatori per molto tempo.
Quali mezzi di lavoro posso utilizzare per allenare le alte velocità e sprint ?
Sono tantissimi i mezzi di lavoro che possiamo utilizzare per allenare le alte velocità e sprint, questi si possono differenziare in base alle loro caratteristiche, presenza o meno della palla o alla loro specificità, ad esempio:
· Sprint con partenza da fermo o lanciati
· Corse contro resistenze elastiche, paracaduti ecc
· L'utilizzo delle slitte
· Combinazioni offensive & manovre di gioco con conclusioni
· Large Sided Games
E' importante ribadire come però non tutti sia adeguati al nostro scopo infatti come accennato nel precedente paragrafo affinché il mezzo di lavoro proposto sia efficace a livello preventivo è importante raggiungere determinate velocità che superino almeno i 23-24 Km/h, ragione per cui mezzi di lavoro con palla come Possessi Palla, Giochi di posizione ecc non sempre risultano essere adeguati a questo scopo soprattutto se vengono riprodotti in spazi di gioco piccoli.
Lo Sprint Training senza palla
Tra i mezzi di lavoro più usati e sicuri di efficacia troviamo il classico sprint training a secco, in questo caso parliamo di tutte quelle proposte che prevedono tratti di corsa massimale generalmente su distanze che vanno dai 20-30-40m in cui il calciatore raggiunge elevatissime velocità fino talvolta a raggiungere il proprio picco massimo di velocità.
E’ proprio da qui che parte la mia riflessione su eventuali debolezze di queste tipologia di lavoro, nello specifico il focus di sposta sul tipo di sprint che ogni atleta svolge in gara in funzione delle proprie caratteristiche e posizioni in campo, diversi studi hanno già descritto come esista una differenza di sprint tra diversi ruoli dovuti soprattutto ai contesti tecnico tattici che i giocatori si ritrovano ad affrontare in gara ad esempio un attaccante lanciato a rete, un difensore che scappa dietro per inseguire un avversario oppure un esterno che corre veloce prima di mettere un cross in area.
Utilizzando in partita la strumentazione GPS ho analizzato il tracciato di diversi eventi sprint di 3 calciatori che ricoprono ruoli diversi: attaccante, esterno e difensore centrale selezionando per ognuno 3 tracciati, evidenziando differenti caratteristiche morfologiche sulla base di:
· Durata
· Velocità iniziale
· Picco di velocità raggiunto
Successivamente ho sovrapposto i tracciati rispetto a quelli rilevati nel classico esercizio di sprint di 30m sottolineando appunto un elevata diversità, dunque la domanda sorge spontanea E’ corretto allenare tutti i giocatori allo stesso modo? Probabilmente ci sono diverse riflessioni da fare in quanto questa tipologia di lavoro sebbene alleni molte componenti indistintamente non segue una specificità a quelle che sono le richieste in gara.

Basta vedere gli sprint che sono stati rilevati in gara e possiamo notare come nella maggioranza dei casi il calciatore non parte quasi mai da fermo e spesso lo sprint è seguito o preceduto da diverse tipologie di corsa a differenti velocità.
Conclusioni
Probabilmente l’allenamento a secco legato allo sprint rimane uno dei mezzi di lavoro più utilizzati ed efficaci in termini di praticità, ma è importante integrare questo allenamento tramite esercitazioni con palla specifiche legate a contesti tecnici e tattici oltre riproposte in spazi e zone del campo simili a quelle che si ricoprono in partita.
Se vuoi approfondire l'argomento dedicato allo sprint ti suggerisco due miei post con relative Dashboard PowerBi per analizzare il profilo dei tuoi calciatori sulla base dello sprint test sui 30m e su come calcolare le soglie individualizzate di HSR e Sprint dei tuoi calciatori






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