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Individualizzare le Soglie di Alta Velocità e Sprint nel Calcio


Profilo di forza e velocità del dashboard PowerBi utilizzando il test di sprint di 30 m

Analisi Comparativa: Soglie Relative vs Soglie assolute per le Alte velocità e Sprint

Nel calcio misurare quanto un atleta corre non è più sufficiente per quantificare il carico di lavoro; la vera sfida è capire cosa quella corsa rappresenti per il suo organismo. Utilizzare soglie di velocità assolute (es. 25.2 km/h) significa trattare un difensore centrale e un’ala con lo stesso metro, ignorando le loro capacità fisiologiche uniche.


Attenzione se vuoi scaricare la Dashboard di analisi delle soglie relative di HSR e SPR scorri il post e troverai il link in fondo alla pagina


Perchè bisogna utilizzare le soglie relative per l'alta velocità e sprint ?

L'adozione di soglie individualizzate nasce dalla necessità di colmare un limite biologico delle soglie assolute: la capacità di prestazione specifica. Se utilizziamo un parametro fisso (es. 25.2 km/h), stiamo assumendo che ogni atleta abbia lo stesso motore, ignorando la sua velocità massima e, di conseguenza, il reale stress che quella corsa impone al suo corpo.

Utilizzare soglie relative significa misurare l'intensità, non solo l'output. Come evidenziato dalla letteratura scientifica (Pimenta et al., 2024; Gualtieri & Beato, 2023), le soglie assolute falliscono nel descrivere l'impatto reale sul singolo atleta, portando a errori sistematici nella gestione del carico settimanale.


Perché le soglie assolute "ingannano": un esempio pratico

Immaginiamo di monitorare una seduta di allenamento o una partita utilizzando la classica soglia assoluta di sprint fissata a 25.2 km/h. Se guardiamo solo i metri percorsi sopra questa velocità, rischiamo di trarre conclusioni errate sullo stato di forma dei nostri atleti.

Prendiamo due giocatori con profili di velocità massima (Vmax​) molto diversi:

  • Atleta A (L'Ala): Vmax​ di 36.0 km/h. Per lui, correre a 25.5 km/h significa lavorare al 71% della sua capacità. Per il GPS ha "sprintato", ma fisiologicamente sta facendo una corsa intensa (VHSR) senza intaccare minimamente la sua riserva di velocità o reclutare fibre motorie massimali.

  • Atleta B (Il Difensore): Vmax​ di 30.0 km/h. Durante una transizione difensiva raggiunge i 24.8 km/h. Per la soglia assoluta, non ha effettuato nessuno sprint (0 metri). In realtà, sta correndo all'82% della sua capacità massima. Lo sforzo meccanico e lo stress neuromuscolare sono decisamente superiori a quelli dell'Atleta A.


Quali dati possiamo utilizzare per individualizzare le soglie di Alta velocità e Sprint ?

Ecco un breve elenco dei dati che si possono utilizzare per ricavare la velocità massima:

  • Test da campo (Sprinting Tests): Sprint massimali sui 30 o 40 metri in condizioni controllate. Sebbene precisi, richiedono che l'atleta sia in uno stato di freschezza ottimale.

  • Dati storici (All-time Vmax​): Il picco massimo mai registrato in carriera dal giocatore. Rischioso perché potrebbe non riflettere lo stato atletico attuale.

  • Dati GPS degli allenamenti: Picchi registrati durante esercitazioni specifiche o partite a tema, utili ma spesso influenzati dagli spazi ridotti.

  • Dati delle gare di campionato (Match-derived Vmax​): È questa la fonte che ho scelto di utilizzare nel mio lavoro.


Perché utilizzo i dati delle gare di campionato?

Nel mio modello, la Vmax​ viene estratta direttamente dalle competizioni ufficiali. Questa scelta, supportata dalla letteratura scientifica più recente, si basa su tre pilastri:

  1. Massima motivazione (Contextual Peak): La gara è l'unico momento in cui l'atleta raggiunge picchi di intensità reale, spinto dalle necessità tattiche e dalla componente emotiva che un test raramente riesce a replicare.

  2. Specificità del movimento: La velocità raggiunta in campo tiene conto della superficie, delle calzature e dei cambi di direzione tipici del calcio giocato.

  3. Aggiornamento dinamico: Utilizzando i dati delle gare di campionato, le mie soglie al 75% (VHSR) e 95% (Sprint) si auto-calibrano costantemente. Se un giocatore stabilisce un nuovo record di velocità in partita, il sistema aggiorna immediatamente i parametri, garantendo che il monitoraggio del carico rimanga sempre fedele alla condizione fisica attuale.


L'impatto della normalizzazione (75% e 95%)

Applicando le soglie individualizzate che ho impostato nella dashboard (75% per la VHSR e 95% per lo Sprint), il quadro cambia completamente:

  1. Precisione del Carico: L'Atleta B vedrebbe finalmente riconosciuto il suo sforzo come Very High-Speed Running, permettendo allo staff di capire che ha accumulato un carico significativo nonostante non abbia "sprintato" secondo i canoni standard.

  2. Prevenzione Reale: L'Atleta A verrebbe monitorato non su quanti metri fa sopra i 25.2 km/h, ma su quante volte tocca i 34.2 km/h (il suo 95%). Solo questa velocità garantisce lo stimolo protettivo necessario per i flessori (hamstrings), come suggerito dalla letteratura di Pimenta et al. e Gualtieri & Beato.


In sintesi: Le soglie assolute sovrastimano il lavoro dei giocatori più veloci e ignorano la fatica di quelli meno veloci. Individualizzare al 75% e 95% è l'unico modo per allenare ogni atleta secondo il proprio "motore", ottimizzando la performance e riducendo il rischio infortuni.


Perchè è importante allenare le allenare le alte velocità e lo sprint in allenamento ?

Allenare le alte velocità e lo sprint attraverso soglie individualizzate non è solo una scelta metodologica avanzata, ma una necessità fisiologica per garantire che lo stimolo allenante sia efficace e sicuro.

Ecco i motivi principali, supportati dalla letteratura scientifica:

1. Reclutamento Neuromuscolare e Fibre di Tipo II

Lo sprint è l'attività con la più alta richiesta di attivazione del sistema nervoso centrale. Secondo Mendez-Villanueva et al. (2011), se non si raggiunge una velocità vicina al massimale (almeno il 90-95% della Vmax​), non si attivano completamente le fibre muscolari a contrazione rapida (Tipo IIb).

  • Senza individualizzazione: Un giocatore veloce che si allena su soglie assolute potrebbe credere di aver sprintato quando in realtà ha effettuato solo una corsa submassimale, perdendo l'adattamento neurale necessario.

2. L’Effetto "Vaccino" (Prevenzione Infortuni)

Uno dei riferimenti più citati in merito è il lavoro di Edouard et al. e le teorie sulla "Speed Reserve". Esporre regolarmente l'atleta a velocità prossime al suo limite individuale (95%) funge da vero e proprio "vaccino" per i muscoli flessori (hamstrings).

  • Meccanismo: Durante lo sprint massimale, il bicipite femorale subisce uno stress eccentrico estremo in una posizione di allungamento. Allenarsi a queste intensità relative rinforza il muscolo in modo specifico, riducendo il rischio di lesioni durante la gara (Buckthorpe et al., 2019).


Una Dashboard per normalizzare i dati di alta velocità e sprint

Dopo una doverosa introduzione relativo al problema della soglie assolute e normalizzate spostiamo il focus sull'analisi dei dati vera e propria. Come accennato in precedenza nel mio report sono stati utilizzati i dati di gara dell'intera stagione sportiva di una squadra di calcio professionistica di Lega Pro.

In ogni gara è stato rilevato il Picco di Velocità toccato da ogni singolo calciatore, successivamente tramite Percentile (P95) abbiamo estrapolato il punto di partenza da cui ricavare le soglie di alta velocità e sprint. Nello specifico sono state applicate le percentuali del 75% - 90%.

Nella prima parte del report è stata creata una tabella in cui vengono evidenziati tutti i dati sopra citati e in particolare è stato messo a confronto la percentuale corrispondente delle soglie assolute di 21 e 25 km/h rispetto al Picco di velocità del singolo calciatore evidenziando ancora una volta di come ogni calciatore abbia delle caratteristiche di corsa totalmente differenti.

Questo confronto è stato evidenziato ancora di più a livello grafico grazie ad un grafico a linee dove possiamo notare ancora di più la differenza tra le soglie individuali e assolute.


📚 Bibliografia e Riferimenti Scientifici

Per la redazione di questo modello di monitoraggio e della relativa dashboard, sono stati consultati i seguenti lavori scientifici, che rappresentano lo stato dell’arte nella Sport Science applicata al calcio:

  • Pimenta, R., et al. (2024). Analyzing soccer match sprint distances: A comparison of GPS-based absolute and relative thresholds. Questo studio è la base statistica per la scelta delle percentuali relative, dimostrando come le soglie assolute creino bias sistematici tra i diversi ruoli.

  • Gualtieri, A., & Beato, M. (2023). Individualized vs. Absolute Speed Thresholds in Professional Soccer: A Systematic Review. Una revisione cruciale che valida l'uso della Vmax​ derivata dal match per la personalizzazione del carico.

  • Mendez-Villanueva, A., et al. (2011). Does player-specific sprinting performance influence match high-speed running and sprinting activity? Lo studio pionieristico che ha introdotto il concetto di "individualizzazione" basata sul profilo di velocità del calciatore.

  • Buckthorpe, M., et al. (2019). Recommendations for hamstring injury prevention in elite football: translating the evidence into real-world practice. British Journal of Sports Medicine (BJSM). Fondamentale per la validazione della soglia al 95% come strumento di prevenzione infortuni.

  • Sandford, G. N., et al. (2021). Maximal Sprint Speed and the Anaerobic Speed Reserve: Key to Logistic Training Individualization. Un riferimento chiave per comprendere come la riserva di velocità influenzi la tolleranza al carico ad alta intensità.


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